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Che fine ha fatto Betty Boop?

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Uno spettacolo dark che immagina Betty Boop come un disegno vivente lasciato ad ammuffire una volta tramontata la sua stella. Nel suo caso, su un’enorme scrivania assieme ad un compagno di sventure: Ko-Ko il clown, meschino carceriere della protagonista, in un malatissimo rapporto d’amore e odio, d’invidia e bassezze. I due, trascendono la loro essenza di cartoons per diventare personaggi mossi dalle dinamiche dell’umanità.  Si ride e ci si commuove, attraverso le note da loro cantate, che echeggiando i classici del jazz e dello swing, attraverso i suoni cartoonistici delle martellate in testa e degli oggetti che si animano e parlano con loro, portano il pubblico in una dimensione allegramente patetica, proprio com’é la nostra vita. PARTNERSHIP CON FESTIVAL MILANO OFF.

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Product Description

Betty Boop: una donna, suppure d’inchiostro. Eppure, questa brunetta dai grandi occhioni e dalle vesti succinte è entrata ormai da tempo nell’immaginario collettivo come primo sex symbol dei cartoni animati. Anche se fu solo un cartoon, la triste parabola che la vide protagonista negli anni ’30 è analoga a quella di tante donne sfruttate dallo star system della nascente Hollywood.
Un pretesto per raccontare l’ennesima figura femminile strumentalizzata nel consueto modus dell’ “usa e getta” tanto consueto ieri come oggi. Uno spettacolo dark che immagina Betty Boop come un cartone animato vivente. Come una diva in ritiro forzato. La fine che ha fatto Betty Boop? Semplice. Come tante stelle é stata lasciata ad ammuffire. Nel suo caso, su un’enorme scrivania assieme ad un compagno di sventure: Ko-Ko il clown, crudele e meschino carceriere della protagonista, altra “star” dei cartoni, dimenticato dagli anni ’30.
E se questi due cartoons avessero avuto una vita al di fuori degli schermi cinematografici, cosa sarebbe accaduto? Lo spettacolo parte da questo interrogativo: Betty e Ko-Ko, prigionieri da anni nell’ufficio del loro creatore, in un malatissimo rapporto d’amore e odio, d’invidia e bassezze, trascendono la loro essenza di cartoni animati per diventare personaggi mossi dalle dinamiche dell’umanità che ci compenetra tutti, dinamiche universalmente “popolari”.
Ed ecco allora Betty, donnina sfruttata da un’emancipazione femminile fasulla, dettata ancora una volta dall’uomo, pronto a gettarla nel cestino dei rifiuti. Ko-Ko invece, clown a tratti demoniaco, pigmalione di Betty è l’oscuro carnefice che contribuisce in modo crudelmente cosciente alla perpetua divisione tra vincitori e vinti, sfruttando la sua condizione di maschio prevaricatore per sopraffare una volta di più la donna. Storie di vessazioni al sesso femminile che ancor oggi sono all’ordine del giorno.
E ancora, storie di scandali, sesso, droga. Esattamente ciò che accadeva ad Hollywood già a partire dagli anni ’10!
Eppure si ride. E molto anche. Perché infondo Ko-Ko e Betty sono due cartoon. Si ride e ci si commuove, attraverso le note da loro cantate, che echeggiando i classici del jazz e dello swing, attraverso i suoni cartoonistici delle martellate in testa e degli oggetti che si animano e parlano con loro, portano il pubblico in una dimensione allegramente patetica, proprio com’é la nostra vita.
Una divertente poesia di suoni e note, che riempie gli occhi, appaga il cuore, fa pensare.
Lo spettacolo, in accordo con la sala ospitante, può essere preceduto da un documentario video realizzato espressivamente per lo spettacolo, che racconta l’Hollywood animata degli anni ’30 e la genesi di Betty Boop.Betty Boop: un pretesto per raccontare l’ennesima figura femminile strumentalizzata nel modus dell’ “usa e getta”.

Il Teatrino di Bisanzio ha lavorato con la collaborazione dei Comuni di Celle Ligure (SV), Imperia, Ventimiglia e Ronciglione (VT), in particolar modo con la “Fondazione premio Ettore Petrolini” e il comune di La Spezia con l'Ass. Nazionale Alzheimer.
Ha collaborato con il “Lions Club Interantional” per la realizzazione di spettacoli tematici in beneficenza, con “Il Circolo degli ufficiali” della città di Genova per attività e spettacoli, con l'Associazione “Sons of the Desert - 165”, il Teatro dell'Ortica di Genova, nonché con scuole e stutture dedicate all'infanzia per spettacoli e laboratori, tra le quali “Piscine di Albaro” Genova e Fnac. Ha aderito alla rete “TILT” dal 2013 al 2015 e collaborato a CRE.STA (festival di “Creatività Stanziale”)
Ha vinto il premio “Riviera dei teatri 2017” con l'atto unico “Louise Brooks come Valentina – Il Vaso di Pandora”
E' stato ospite di Raiuno per la presentazione di “Stanlio & Ollio: un mondo d'allegria”;
finalista al “Genova Film Festival” 2017 con il cortometraggio “Rappresentazione” e selezionato con lo spettacolo “Che fine ha fatto Betty Boop?”

Recensione1
Recensione2
Recensione3

Il Teatrino di Bisanzio fondato dagli attori professionisti Andrea Benfante & Anna Giarrocco nasce ufficialmente nel 2014 dopo due anni di gestazione; La compagnia ha aderito a Tilt Teatro Indipendente Ligure dal 2014 al 2015. All’attivo, la compagnia diversi spettacoli la cui poetica sfrutta atmosfere volutamente retrò, ma con un gusto di re-interpretazione moderna dei linguaggi. Ispirato da forme di teatro evocative che rimandano ad epoche lontane, la sua ricerca è quasi sempre rivolta ad atmosfere passate e ad argomenti monografici o biografici. Tuttavia è rivolto anche alla contaminazione dell'odierno e alle problematiche dell'oggi rispecchiandole al passato come al futuro. Tra gli spettacoli “Follie del Varietà” e “Stanlio & Ollio: un mondo d’allegria!”

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Spazio scenico ottimale a partire da 8 mt. per 12 mt.
Quadratura nera se possibile + quinte laterali (facoltative). Sipario (facoltativo).
Fari e materiale audio sono a carico della piazza ospitante.
Per le luci si chiede: un piazzato standard caldo, un piazzato standard freddo,
facoltativo: tagli laterali e 1/2 speciali da gelatinare Per la fonica si richiedono:
Lettore CD; Mixer Audio; Microfoni panoramici o radiomicrofoni
Casse rivolte al pubblico per l'amplificazione + spia sul palco se possibile.
Se si vuole proiettare il video all'inizio dello spettacolo, si richiede la possibilità di avere a disposizione un videoproiettore e un telo dove poterlo proiettare.